Esterno notte:
il nostro eroe (occhiali da vista, capelli lunghi e scompigliati più del solito) siede, sul terrazzo della residenza universitaria che occupa erasmusivamente in quel di Braga, Portogallo; di fronte al computer, sta scrivendo, anzi descrivendo la situazione perchè non sa bene da dove cominciare la nota del suo blog semi abbandonato (che tanto nessuno legge). Di fronte a lui tre portoghesi (nottambuli o vampiri, evidentemente) due ragazzi e una ragazza guardano una qualche serie tv sul computer, la ragazza sta dormicchiando appoggiata al tavolino; la notte è silenziosissima, ogni tanto un grillo lancia il suo richiamo inascoltato, le stelle osservano perplesse i quattro insonni figuri che, per motivi diversi, alle 4 di notte ancora non si trovano a letto.
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Mazza che silenzio davvero oh…se non fosse per il computer dei portoghesi si sentirebbe solo il rumore della macchinetta dalla sala a fianco…
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e che freddo poi…alla faccia dell’escursione termica in Portogallo…di giorno 40 gradi, di sera maglione…
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l’eroe continua a descrivere le proprie azioni e aggiunge inutili considerazioni sul clima, ma è distratto e lo sa, distratto da mille cose: l’erasmus che sta per finire, il voto di media publicos e cidadania che è stato espresso con un’enigmatica R (che non è un’insufficienza, altrimenti ci sarebbe stato lo stesso il voto, no?), la meravigliosa notizia che entro l’8 dovrà studiare per l’esame di sociologia della comunicazione (che è la sua bestia nera evidentemente, visto che non la passa manco col calcio nel culo dell’erasmus).
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a proposito, mi piacerebbe capire chi diavolo mai può andare in erasmus per studiare, già sto in un posto dove il 70% delle persone parla una lingua incomprensibile e che scritta pare somigliare però all’italiano, ci manca ancora che io debba studiare, ma siamo matti? Uno va in erasmus per vivere all’estero per un certo periodo della propria vita, fare casino, incontrare gente che altrimenti vedresti solo in tv e, se ci scappa, anche per trombare…già non me ne frega un belino dell’università in Italia, che comunque mi ci devo laureare, figuriamoci qui.
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sfogata la frustrazione per la figuraccia rimediata anche all’estero con la sua oramai leggendaria nonvoglia, il nostro si lambicca (uè che bel verbo) su cosa sia meglio fare: andare a dormire per essere fresco domani e studiare con 400 gradi farheneit o fumarsi una sigaretta e godersi ancora un po’ il fresco della notte? (che oramai è quasi mattina) Vince all’unanimità la seconda, e due portoghesi su tre se ne vanno (beati loro) a dormire.
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-pausa sigaretta-
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il freddo rattrappisce le mani, sarà meglio scaldarle battendo questa frase.
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la buona notizia è che per dopodomani è previsto un temporalozzo di quelli che ti mettono voglia di studiare (e ti tolgono quella di vivere), la cattiva notizia è che dopo quasi una paginata ancora il nostro non ha trovato le palle per parlare di quello che effettivamente è il motivo per cui sta su un tetto a scrivere come un pirla alle quattroemmezza di notte al freddo e al gelo.
Angela.
l’ho detto, a quanto pare ci sono cascato di nuovo e come al solito è una storia impossibile (anche se stavolta per meri motivi geografici) visto che da Braga si sposterà a Parigi.
e io a Milano…
avessi detto Zanzibar…no, no torno a Milano…che culo, eh…
non so cosa devo fare, so solo che domani la chiamo…
e che adesso vado a dormire…
che chiusa di merda…